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"Battaglia a Casa-Pino"
Viola, la fata dei fiori

Vi ricordate come abbiamo lasciato Casa-Pino nella quarta parte di questa storia, tiro alla serpe?

... Grande Rospo e Rana si acquattarono nell'angolo più oscuro. Ma i conti non tornavano ...

A Cap non era sfuggito che proprio mentre molti serpenti si erano immobilizzati nelle forme senza vita, altri sembravano essersi dissolti nel nulla come se la potente magia della fata dei fiori su di loro non avesse effetto.
Perché quella figura eterea, bambini, era Viola, la fata dei fiori, la più grande amica di Fairy Elle.

La fata sorrise. Si guardò intorno per accertarsi che nessuno fosse ferito.
Con un gesto della mano salutò i suoi piccoli amici, indicò qualcosa sul soffitto e si allontanò.
Non poteva fare più niente per loro.
La sua magia potente e misteriosa si manifestava solo quando gli abitanti di Bosco erano in pericolo.
La fata dei fiori sapeva benissimo che non tutti i serpentelli si erano trasformati in statuine di sale.
Le dirette emanazioni di Uenena, la signora del Male, si erano dissolte. La sua magia non poteva annientare il Male, lo poteva solo allontanare.
Lei non poteva ma chissà Fairy Elle ... nel tempo ...

"Qualcuno mi aiuta a scendere?"
La vocina arrivava dal soffitto.
Lì per lì nessuno capì.
Tutti vedevano solo oscillare il lampadario.
Un lampadario vestito con il grembiule di Grolla?
Ma cosa era venuto in mente a Grolla di mettere il suo grembiulone sul lampadario?
Poi Turl spiccò il volo per curiosare meglio.
Quando ritornò giù si poggiò sul cappello di Cap e con un'ala indicò il soffitto. Poi si profuse in una serie di trilli che avevano il suono di una grandissima risata.

Molla, lo gnomo elastico, si allungò per vedere meglio e, appena sopra il lampadario, riuscì a vedere il viso paffuto di Grolla, bianco come la panna montata della sua torta preferita.
Anche a lui venne da ridere.
Grolla era a cavalcioni del lampadario.
Il suo grembiule ricopriva completamente il cappello.
Le sue braccia erano avvinghiate alla catena.
Grosse gocce di sudore colavano lentamente dalla sua fronte. In effetti c'era una pozzetta di liquido non ben definibile in mezzo al tavolo.
Ma nessuno ci aveva fatto caso ... in quella bolgia indescrivibile!

"Molla, tirami giù. Non ce la faccio più! - implorò Grolla.
"Ma io non riesco a salire fin lassù!"
"Prendi la scala, allora."
"Ehm ... veramente l'abbiamo rotta ... avevamo bisogno di bastoni ..."
"E io cosa faccio? - Grolla era disperata e cominciava anche ad arrabbiarsi.
E tanto.
Le sue braccia stavano cedendo per la stanchezza. Le mani erano umide di sudore.
Centimetro dopo centimetro stava scivolando inesorabilmente verso il basso.
Non ce l'avrebbe mai fatta ad aggrapparsi al vetro liscio del cappello in quelle condizioni.

I nasi degli gnomi fremevano, tutti rivolti in sù. In realtà ben pochi credevano che Grolla fosse veramente in pericolo. E tutti trattenevano a stento le risate.
In effetti la situazione aveva un che di comico.

Nessuno di loro aveva mai visto Grolla così scomposta e così in disordine.
Lei che non aveva mai un capello fuori posto, adesso sembrava avere un groviglio in testa.
Lei che aveva sempre il suo grembiulone inamidato che si allargava a corolla e che la copriva tutta in modo castigato, mostrava in quel momento due gambotte cicciottelle.
E ... roba da non crederci ... il grembiulone aveva sempre nascosto un paio di deliziose mutandoni, civettuoli e con tanto di pizzetto. E un paio di calzette alla caviglia, ricamate.
Gli gnomi si diedero di gomito e ammiccarono divertiti.
Si allarmarono solo quando ...

Volete sapere che cosa è successo a Grolla, bambini? Leggete il seguito della storia : un paracadute insolito :))

La fotografia ritrae Viola, la fata dei fiori. Carina vero?

Volete mandare una letterina a Fairy Elle?

Poi noi proviamo a mettere la letterina vicino al computer prima di spegnere la luce.

Incrociamo le dita e speriamo che la letterina venga consegnata!