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"Battaglia a Casa-Pino"
Un paracadute insolito

Vi ricordate come abbiamo lasciato Casa-Pino nella quinta parte di questa storia, Viola, la fata dei fiori?

... Gli gnomi si diedero di gomito e ammiccarono divertiti.
Si allarmarono solo quando ...

Swamp ... Grolla scivolò di diversi centimetri e riuscì alla fine ad abbracciare l'estremità del cappello del lampadario.
Avrebbe mollato la presa in pochissimo tempo. Tutti lo lessero nei suoi occhi disperati.

Cap frugò nel suo cappello e, mentre gli altri gnomi tentavano di fare la loro torre vivente senza riuscirci perché continuavano a cadere sul pavimento scivoloso, chiamò a raccolta Molla e Rospo.
Ordinò a Rospo di fare delle bolle d'aria più grandi che poteva.
A Molla di allungarsi e di lanciarle verso l'alto cercando di indirizzarle sotto al grembiule di Grolla.

L'idea fu un successo.
Quando Grolla perse la presa, il suo grembiule si era trasformato in un paracadute che la portò giù lentamente, mano a mano che le bolle di Rospo scoppiavano.

Quella che gli gnomi si affrettarono a consolare era una Grolla stanca, sporca, scarmigliata, che aveva perso tutta la sua dignità ma che era soprattutto disperata.
Più si guardava intorno e realizzava l'entità del danno, e più piangeva seduta per terra.

Filo, così rude e burbero, le offrì persino un fazzoletto per soffiarsi il naso. Non suo, ovviamente. Lui non ne aveva mai avuto bisogno. Ma il fazzoletto era lì sulla pigna dei panni freschi di bucato e pronto da stirare.
Solo che non si era accorto che c'era una gran macchia di sugo.
Sugo che prontamente si trasferì sul nasone di Grolla rendendola ancora di più un quadro pop.

Alla fine Grolla, ridotta ad uno straccio, si tirò su.
Si sciacquò la faccia.
Si passò le mani sui capelli.
Si rassettò il grembiule.
E decretò: "Non vedete che gran casino?!", ritrovando un po' del suo piglio.
"Forza, al lavoro!"

Mille pensieri la turbavano.
La sua cucinona, il suo regno, era letteralmente distrutta.
Dove avrebbero trovato il denaro per rimettere a posto tutto prima del ritorno di Fairy Elle?
Non poteva certo aspettare che rifacessero tutto gli gnomi.
Spesso aveva pensato che ci sarebbe voluta una caricatina per alcuni di loro. Salvo quelli che andavano ad aiutare Babbo Natale tutti gli anni. Una caricatina come a quei giocattoli con la chiave sulla schiena che aveva sbirciato tanti anni prima nei grandi negozi di Città. Una di quelle rare volte che si era azzardata ad andarci!

Nel frattempo raccoglieva cocci, ramazzava con il troncone di scopa che era sopravvissuto alla battaglia, puliva macchie ... aiutata dalle sue amiche gnomette e dagli gnomi di Casa-Pino che non era poi così vero che avevano bisogno di una caricatina. Forse era lei ad avere bisogno di una calmatina ... superefficiente come era.

Eppure tutta la sua efficienza e il suo orgoglio quel giorno così disgraziato avevano subito un grande colpo.
Da cui Grolla si riebbe con grande fatica.
Non lo dite a nessuno, cari bambini, ma da quel giorno e per anni Grolla palpò con sommo scrupolo il suo letto prima di infilarsi sotto le coperte e concedersi al sonno.
Cosa mai non fa fare la paura dei serpenti ...

Ma torniamo a quella sera. I problemi erano veramente tanti e tante le decisioni da prendere.
Per esempio che fare di tutti quelle ipercolorate statuine di sale che immortalavano i serpentelli colti nell'attimo in cui Viola pronunciava la formula magica?

Grolla voleva a tutti i costi spaccarli e pestarli sotto i piedi. Solo così avrebbe sicuramente sfogato rabbia e paura accumulata quel giorno ma Cap la fermò.

Per la seconda volta quella sera si tolse il cappello e ci frugò dentro.
Quello che gli balenò in testa subito dopo non gli dispiacque affatto ...

Qual è l'idea che Cap ha estratto dal suo cappello, bambini? Leggete la prossima parte: Melody e il cestino magico :))

Nella foto potete vedere alcuni dei serpentelli che hanno invaso Casa-Pino. Essi si intrecciano spesso per formare la sedia preferita di Uenena.

Volete mandare una letterina a Fairy Elle?

Poi noi proviamo a mettere la letterina vicino al computer prima di spegnere la luce.

Incrociamo le dita e speriamo che la letterina venga consegnata!