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La storia di tre uova e ... di un uccellino

Quando il nostro messaggero speciale ci ha fatto trovare accanto al computer questa fotografia non sapevamo proprio come interpretarla. Dunque, un nido con tre uova di tre colori. Giallo, rosso e blu: i tre colori fondamentali. Fin qui ci arrivavamo. Poi altre tre uova e tutte e tre da sole. Una viola (mumble, mumble ... il viola si ottiene con il blu e il rosso), un'altra arancione (dal giallo e dal rosso), un'altro verde (dal giallo e dal blu). Ah sì, ci siamo, hanno giocato con i colori.
Già ... ma perché tre uova insieme e tre da sole? e che ci stanno a fare tutte quelle piumette colorate, e perché un uovo è coperto di margherite e l'altro è dentro un secchiello? c'era da perderci la testa.
Ma poi la risposta è arrivata, stamattina, sempre con la posta del nostro messaggero speciale. Un foglio scritto fitto, fitto ...
Leggete, bambini.

La gnometta si stava godendo il primo tiepido sole della stagione. Sdraiata tra le margherite del prato, ai confini di Bosco, guardava le nuvolette. Sembravano gli agnellini di Stalla che si rincorrevano dispettosi. Li vedeva sempre quando andava a comprare la ricotta o il latte.
Era così stanca. Aveva spazzato tutta Casa-Pino, spolverato, fatto il cambio degli armadi e il bucato, preparato il pranzo. E ora mentre aspettava che tutti gli altri rientrassero si era spinta fino alla radura. Era una così bella giornata ... il tepore la circondò e le fece chiudere gli occhi. Un attimo, solo un attimo. Si sta così bene qui ...

Un fruscio vicinissimo la svegliò. Oh, mamma, quanto aveva dormito? chissà che ore erano? sentiva quasi fresco ora. Il sole era sparito?
Si tirò su a sedere, si stropicciò gli occhi e ... poi se li stropicciò ancora. Vicino a lei c'erano due piedi. Due piedi? Oh, per tutti i protettori degli gnometti della Terra, era stata scoperta dagli Umani? Non aveva il coraggio di guardare in alto.
"Ehi, laggiù, piccolina, dico a te! Ho fretta, su, non farmi perdere tempo. Ti decidi a svegliarti ed ascoltarmi?"
Beh, almeno chi parlava usava la sua stessa lingua, quella del mondo dei Magici. Non era certo un Umano. La gnometta tirò un sospiro di sollievo ma non fino in fondo. Non tutti i Magici sono sempre benvenuti. A Bosco lo sapevano bene.
Alzò lentamente gli occhi: due gambe lunghissime e sottili, coperte parzialmente da un mantello di piume coloratissime. E dopo il mantello un cappuccio che copriva totalmente il viso. Un po' inquietante. Chi era costui? Si poteva fidare?
"Non avere paura Grolla!"
"Ma come mai conosci il mio nome? io non ti conosco." - gli chiese la gnometta.
"Su, su poche domande. Mi stanno inseguendo. Stanno cercando le mie uova. Meno male che ti ho sentito russare. Ecco, te le affido. Custodiscile come il tuo tesoro più prezioso. Da queste uova dipende il futuro dei Magici. Mi raccomando". Detto e fatto, depose vicino a lei tre uova bellissime. Una rossa, una gialla e una blu.
Grolla non fece in tempo a guardare le uova che l'essere strano era già sparito. Vide solo un turbinio di piume colorate in direzione di Città.
Ma sei più veloce del vento che viene da Oriente - pensò, ancora risentita per le parole del Magico - Io russare? e quando mai? Non russo mai, io!
Subito dopo però il risentimento fu sostituito dalla preoccupazione per le tre uova.
Fece appena in tempo a nasconderle nel grembiule, avviarsi verso Bosco e a ricoprirle con delle fragoline raccolte strada facendo che fu fermata da un elfo.
"Ciao bella gnometta, dove te ne stai andando? Ah, hai raccolto le fragoline!
Senti, non è che hai visto qualcuno un po' strano nei paraggi? vestito di piume e penne colorate?"
La sua voce melliflua non la trasse in inganno. Istintivamente capì di avere davanti un vero campione del male. Un mago, uno stregone? difficile dirlo. Si era certamente cammuffato. Non era un vero elfo quello lì.
Se prima sentiva fresco adesso intorno aveva il gelo dell'inverno. Ma non doveva fargli capire di essersene accorta.
Quando voleva Grolla sapeva diventare una vera campionessa di falsa ingenuità e di malizia.
"Oh, ma certo signor elfo, ho visto qualche cosa che correva come il vento, tutto colorato. Mi ha anche fatto girare come una trottola. E' andato verso Città.
Certo che ormai la buona educazione non c'è più. Non si può più neanche girare tranquilli per Bosco che ti spintonano e rischi di cadere per terra. Se lo raggiungi, diglielo da parte mia. E' un gran maleducato!"
Detto questo Grolla se ne andò via. Il mento verso l'alto. L'aria stizzosa. Dando ad intendere al finto elfo di essere scocciatissima.
In cuor suo tremava e sperava di averla data a bere al finto elfo.
Proseguì per la strada di casa e intanto pensava.
Certo che quell'essere strano tutto colorato era davvero un gran mago. Come poteva sapere altrimenti il suo nome se nemmeno la conosceva? L'altro, il finto elfo, di certo aveva meno poteri magici.
Ma intanto Grolla aveva un problema. Dove poteva nascondere quelle tre uova così colorate?

A Grolla non mancava certo lo spirito d'iniziativa. Si mise a pensare, mentre camminava, dove poteva aver visto vicino a casa sua dei colori simili.
Ma certo! A pochi passi da Casa-Pino, nascosto tra gli arbusti, c'era il nido di paglia di una coppia di fagiani dorati. Certamente in quel periodo la femmina stava covando. Quale miglior nascondiglio?
Grolla aveva regalato la paglia per il nido. Le avrebbero fatto sicuramente questo piacere.
Beh, il loro piacere sarebbe stato più grande del suo, ma solo un pochetto di più. Che cosa costava a quei due bellissimi fagiani spennarsi un po' per mimetizzare meglio le uova?
Certa di aver trovato la soluzione Grolla si diresse verso il nido.
Il nascondiglio era perfetto! I fagiani dorati sentito il racconto e vista la simpatia che avevano per Grolla accettarono subito.
E Grolla tornò a Casa-Pino con un sorriso, stampato sulla faccia, grande così.
Gli altri gnomi intuirono che c'era qualche cosa di misterioso ma non ci fu verso di strappare a Grolla neanche una parola.

I giorni passavano. Appena poteva Grolla faceva una visita veloce ai fagiani. Tutto andava per il meglio. Le uova erano al sicuro e anche covate.
Era stata proprio brava.
Un giorno mentre stava zappettando intorno a Casa-Pino per piantare le primule avvertì d nuovo quella sensazione di gelo che l'aveva investita dopo aver preso in consegna le uova.
Si fece forza e cancellò dalla sua mente le uova e tutto ciò che poteva condurre a loro.
Si girò e si trovò davanti il finto elfo.
Lo salutò con un bel sorriso e gli chiese: "Qual buon vento ti porta a Bosco, caro elfo?".
"Sono venuto a cercarti, cara gnometta, perché l'altro giorno quando ti ho incontrata ho perso tre uova colorate che mi sono molto care. Le hai viste, per caso? mi sono detto: magari le ha trovate e se le è portate a casa. Sono così belle!"
Il finto elfo sorrideva mentre parlava ma i suoi occhi erano piccolissimi e nerissimi. Inquietanti.
Grolla gli rispose seria, seria: "Ma no, non ti ricordi che avevo il grembiule pieno di fragole? e poi se ho bisogno di uova le vado a prendere dalle mia galline. Le vuoi vedere? Sono galline padovane nane, bellissime, ma così petulanti. Non mi covano le uova ma le fanno. Almeno quello."
Mentre parlava Grolla trascinava il finto elfo verso il pollaio con la scusa di mostrargli quelle galline così particolari.
Sembrava così tranquilla che il finto elfo cadde nella trappola. Si guardò intorno e poi se ne andò. Quella gnometta non aveva certo le uova.
Quello che Grolla non sapeva era che il finto elfo aveva anche perquisito Casa-Pino approfittando di un momento in cui lei era andata a trovare un'amica.
Pericolo scampato.
Ma mai abbassare la guardia.

E arrivò il giorno in cui il fagiano maschio arrivò tutto trafelato.
"Grolla, Grolla, devi venire con me!"
Si guardava intorno il bel maschio, circospetto.
Grolla lo seguì e quando guardò nel nido per poco non svenne.
Le uova non erano più una rossa, una gialla e una blu. Avevano cambiato colore. Ora erano una viola, una verde e una arancione ma sempre bellissime.
Era come se si fossero mescolate tra loro.
"Addio rifugio sicuro" disse Grolla alla fagiana.
La fagianella spinse con il becco le tre uova nel grembiule di Grolla. Le dispiaceva un po'. In fondo si era affezionata.
Grolla ringraziò e salutò.
Si avviò verso Casa-Pino, mesta e pensierosa, guardando ogni tanto quelle tre uova. Era del tutto chiaro che erano magiche. Ma come poteva proteggerle?
Nel frattempo era arrivata al prato vicino a Bosco. Forse il luogo in cui le erano state affidate le avrebbe suggerito il da farsi.
E infatti ...
Come si mise seduta guardò l'uovo verde e si accorse che aveva lo stesso colore del prato.
Ecco la prima idea! Scelse un posto appartato dove neanche gli Umani avrebbero potuto arrivare. Scavò una buchetta, mise il suo uovo verde e lo coprì di margherite. Nessuno lo avrebbe visto. Era al sicuro e al caldo.
Ma ne aveva ancora due da nascondere.
Ma come aveva fatto a non pensarci prima? poteva chiedere aiuto alle sue galline padovane, no? Che si spennassero pure quelle scansafatiche!
Con le loro piume avrebbe potuto ben mimetizzare l'uovo arancione dietro Casa-Pino.
Ma e quello viola? era un bel problema. Le viole di quell'anno non erano assolutamente viola. Che disdetta! Cosa c'era di viola a Bosco e nei dintorni di Casa-Pino? Ma certo tutti quei piccoli uccellini che andavano a rubarle sempre il grano delle galline padovane nel secchio.
Avrebbe chiesto anche a loro un favore in cambio di una porzione di grano giornaliera per un anno.
Pensate che gli uccellini abbiano detto di no?
Messo al riparo anche il terzo uovo, quello viola, nel secchio del grano, Grolla riuscì a superare altre visite di un sempre più arcigno e sospettoso finto elfo.
Ma nemmeno gli altri gnomi sospettarono mai di nulla. Pensate!
Fino a quando un bel giorno un delicato fruscio alle finestre di Casa-Pino avvertì Grolla che la misteriosa creatura era tornata.
"Sono qui per riprendere le uova. So che le hai ancora tu. Stanno per schiudersi e si devono aprire in un posto preciso per mantenere tutti i loro grandi poteri magici. Casa-Pino si è guadagnato l'uovo viola per il tuo aiuto prezioso, cara Grolla! Custodisci bene il suo pulcino. Mi ringrazierai. Vedrai, vedrai."
Grolla non fu neanche costretta a mostrare i nascondigli a quel personaggio misterioso. Ma come faceva a sapere sempre tutto?

A questa domanda non sappiamo rispondere, cari bambini.
E che uccellino è nato da quel famoso uovo viola? questo lo saprete tra poco. Tra pochissimo ... Il nostro messaggero speciale ce lo ha promesso.
Intanto abbiamo scoperto perché Grolla ogni primavera prepara quella strana decorazione che vi abbiamo mostrato.
Ricorda semplicemente l'avventura delle tre uova. Capito?
Volete farla anche voi questa decorazione? seguite le nostre istruzioni per fare la decorazione della storia delle tre uova e ... dell'uccellino

Volete mandare una letterina a Fairy Elle?

Poi noi proviamo a mettere la letterina vicino al computer prima di spegnere la luce.
Incrociate le dita e speriamo che la letterina venga consegnata!