fairy elle : la fata bambina
 

La pergamena del mese

“Gennaio: una straordinaria famiglia di pinguini”
Terza parte
Piacere, il mio nome è Kevin!

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Vi siete persi il prologo? e la prima parte della storia (La famiglia K)? e la seconda (Un tuffo in mare fuori programma)?

" ... Fino a quando sono stato catapultato fuori dall'acqua ... avete presente quando le nostre amiche foche giocano con la palla? la stessa co ..."
Babbo Natale non riuscì a finire la parola, strozzato da una risata piena, liberatoria.
"Ah, ah, ah ... e così ... uh, uh, uh ... sono ... ah, ah, ah ... atterrato, nooo ... ah, ah, ah ... sono stato ... eh, eh, eh ... spi ... uh, uh, uh ... spi ... hi, hi, hi ... spiag ... he, he, he ... spiaggia ... ha, ha, ha ... spiaggiato ...ah, ah, ah ..."
E giù a ridere come un matto! Lacrimoni gli scendevano sulle guance. Tentava di tirarsi su ma poi ricadeva a sedere tenendosi la pancia. Quando riuscì a ritrovare un minimo di serietà continuò il suo racconto.
"Ero stato lanciato su una spiaggia, nel vero senso della parola, e meno male che era tutta di sabbia! Quello che sentivo era la sabbia calda sulla guancia. Ma avevo anche bevuto e non riuscivo a respirare. Ad un certo punto qualcuno mi ha rivoltato ... e ha cominciato a saltarmi sulla pancia.
Un salto e sputavo un po' di acqua.
Un altro salto, ancora un po' di acqua ... e ancora fino a quando non mi sentii meglio. O almeno riuscivo a respirare. Con la mano feci cenno di fermare quella ginnastica. Per tutta risposta una pinna mi prese la mano e sentii distintamente: - Piacere, il mio nome è Kevin!
Aprii un occhio e poi l'altro. Intorno a me mille occhietti mi fissavano attenti.
Girai la testa, abbagliato dal sole morente. Mi stropicciai gli occhi. Pinguini. Centinaia di pinguini mi fissavano attenti. Piccoletti come voi gnomi.
Kevin mi tese la pinna e mi aiutò a mettermi seduto.
Un altro pinguino si era avvicinato per guardarmi meglio ma gli veniva da ridere anche se tentava di nascondere il becco dietro la pinna. Si vedeva dagli occhietti furbi e intelligenti. Ho tentato di darmi una sistemata raddrizzandomi il berretto e lisciandomi la giubba. Ed è stato così che ho conosciuto la moglie di Kevin, Katerina, e i due figli Kyle e Katrina. Veramente Katrina non è la loro figlioletta ma la figlia di un'amica di Katerina, morta poche settimane fa. Aveva fatto il bagno dove non doveva, purtroppo, e così non era più tornata a casa. Kevin a Katerina avevano subito allargato la famigliola senza pensarci troppo.
Kevin è un gran chiacchierone e in poco mi ha messo a parte di tante cose. Compreso il gran caldo che stavano soffrendo. In cinque minuti sapevo che mi ero imbattuto nella comunità dei pinguini blu. Da quelle parti li chiamano Fairy Penguins.

Fairy Elle sobbalza e, con un dito sulla pergamena per non perdere il segno, si guarda intorno con gli occhi spalancati e pieni di domande.
"Come me, si chiamano come me?!"
"Continua a leggere - la sprona Grolla, curiosa anche lei di conoscere la fine della storia - domani andremo a vedere sull'enciclopedia".
Fairy Elle si china di nuovo sulla pergamena e prosegue la sua lettura.

E avevo anche imparato che il mio salvatore era Kevin di cui avevo sperimentato, per mia fortuna, l'abilità di nuotatore. Allora ho pensato che ero in debito e così ho chiesto se volevano scoprire l'altra metà della Terra, e vista la risposta entusiasta, li ho caricati sulla slitta e li ho portati con me.
Strada facendo mi hanno confessato che avevano una gran fame.
Che cosa potevo far assaggiare di prelibato da queste parti? le aringhe, no?
Conosco un posticino dove vendono delle aringhe da far leccare i baffi a tutti gli animali del Polo Nord . Così ho fatto una deviazione dalla rotta e un po' di fila ... che cosa volete farci ... per gli amici questo e altro."

Il racconto era finito. Con una tazza di latte caldo in una mano e una brioche nascosta nell'altra Babbo Natale si avviò con passo pesante e stanco verso la sua camera.
"Così quelli sono i pinguini! - mi girai a guardare Cap.
Il nostro dovere di ospiti ci imponeva di andare a controllare che alla famiglia K non mancasse niente.
Li trovammo che ronfavano alla grande dentro una specie di galleria scavata sotto la neve.
Quella lunga giornata volgeva finalmente al termine.
Mi stiracchiai sulle gambe, bene, bene. Ero così stanco ...
"Scendi giù da lì che ti congeli. A nanna, è tardi e domani dobbiamo lavorare - mi urlò Cap.
Senza rendermene conto mi ero alzato troppo ... cose che capitano ai tipi come me.

I giorni successivi furono straordinari. Solo da Babbo Natale può capitare che orsi bianchi, foche e pinguini stiano insieme, senza nessun pericolo. Nessuno mangia il più piccolo da quelle parti, tranne i lupi. Ma quelli sono davvero incorreggibili!

La famiglia K è molto simpatica. Non hanno mai chiesto molto. Solo qualche sciarpa e berretto di lana per il grande freddo della Lapponia. Sfido io. Da 40°C erano passati decisamente a sotto zero. Però il piccolo Kyle è un gran ghiottone. Ha scoperto i gelati nel frigorifero e per lui era sempre il tempo giusto per la merenda. Il nostro amico orso bianco è invece stato nominato tata ufficiale della piccola Katrina.
La partenze dei nostri nuovi amici era fissata per la vigilia di Natale. Quella notte la slitta di Babbo Natale avrebbe anche avuto questi ospiti speciali.
Il giorno prima però è successa una cosa straordinaria.
Era un raro momento di pausa. Nevicava fitto, fitto. Eravamo tutti fuori a giocare a palle di neve. La scena era fantastica. Predatori e prede si stavano divertendo insieme.
Avrei tanto voluto fissare quel momento ... Babbo Natale sorrise .. di quel sorriso particolare e tutto suo. Improvvisamente alcuni fiocchi di neve si ingrandirono e cominciarono a fissare le immagini di tutte quelle figure in movimento nella neve. I diretti interessati se ne accorsero subito e si misero in posa.
Io e Cap abbiamo raccolto subito tutti quei fiocchi e ancora li custodiamo a memoria di quella splendida stagione.
Quelle immagini le potete vedere anche voi che leggete questa pergamena. Parola di Molla e Cap che hanno scritto e disegnato queste pergamene.

Fairy Elle arrotola la pergamena. E' pensierosa. Quante cose ancora non conosce.
Avrebbe tanto da chiedere a Cap e Molla. Per esempio. Le foche e l'orso bianco. Loro li hanno visti davvero dal vivo? e ci giocavano anche loro? sarebbe piaciuto anche a lei avere dei nuovi amici con cui giocare con la neve ... già la neve ...
Con un sospiro salì le scale per andare a dormire.
Quella notte sognò di neve, di orsi, foche e pinguini ma soprattutto di neve senza sapere che avrebbe visto la neve entro pochi giorni.

Allora, bambini, vi è piaciuta la storia di gennaio?
Siete pronti per la storia di febbraio? noi la conosciamo già e parla di un pagliaccio innamorato.
Nel frattempo volete leggere di quando la nostra fatina bambina ha visto per la prima volta, qualche giorno dopo, la neve? Uno speciale fiocco di neve

Volete avere anche voi lo stesso pannello di Fairy Elle sulla porta della vostra cameretta? Volete fare anche voi la sua stessa magia? Seguiteci ...
Pannello con pinguini

Le storie degli altri mesi: febbraio, marzo,

 
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