fairy elle : la fata bambina
 

La pergamena del mese

“Gennaio: una straordinaria famiglia di pinguini”
Seconda parte
Un tuffo in mare fuori programma

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Vi siete persi il prologo? e la prima parte della storia (La famiglia K)?

La mattina dopo Fairy Elle si alza di buon'ora, infila la sua tutina di muschio e in pochissimi minuti è al tavolo della colazione. Con gli occhi interroga Grolla. Ma Grolla è inflessibile.
"Prima si studia e si fanno i compiti. All'ora di pranzo appendiamo i fiocchi di neve fuori dalla porta e stasera, se avrai fatto la brava, potrai continuare a leggere la tua storia."
La giornata passa in fretta con Fairy Elle intenta a scrivere la sua prima serie di a. Tutte con il cerchietto e quella strana gambetta a ricciolo che lo sorregge.
"E' carina la a - pensa Fairy Elle ammirando la sua prima pergamena piena di a e ... di macchie di inchiostro -però più facile da leggere che non da scrivere, sigh!! "
Le prime ombre della notte avvolgono Casa-Pino. Fairy Elle aiuta ad apparecchiare.
Tutti mangiano in fretta con la testa nel piatto. In silenzio. Il silenzio dell'attesa.
Ed è ancora Grolla a dare il via libera.
Fairy Elle si accoccola sui cuscini e alla luce del fuoco nel camino srotola la pergamena di Molla e Cap.

Ssssst! Fairy Elle comincia a leggere ...

Dunque, quel pomeriggio Babbo Natale aveva deciso di esplorare l'Australia meridionale.
Era stato a Sidney, poi a Melbourne e ci stava spiegando che da quelle parti sarebbe arrivata l'estate, non l'inverno come da noi.
La gente era già al mare e faceva un gran caldo.
Nei suoi giretti aveva persino visto la pubblicità con Babbo Natale in costume da bagno.
Ora, noi conoscendolo così bene, ci immaginammo subito lui in mutandoni, e non potemmo trattenerci dal ridere a crepapelle ... ah, ah, ah ... hi, hi, hi ... hu, hu hu ... fino alle lacrime.
Lui, offesissimo, smise di raccontare.
Così tra fazzoletti e soffiate di naso ci dovemmo ricomporre e al più presto.
Ci volle però una razione della gelatina di arance che il cuoco aveva preparato per il giorno dopo a convincerlo a continuare la sua storia.
Che volete fare ... il nostro caro Papà Natale è un po' permalosetto!

Dunque Babbo Natale aveva proseguito il suo giretto e aveva toccato Adelaide dove aveva raccolto un sacco di letterine in un grande supermercato.
I bambini facevano a gara per salirgli sulle ginocchia.
C'era chi era molto educato, gli dava un bacino e poi si accontentava di lasciargli la letterina.
E c'era chi, invece, terribile, mentre gli parlava, gli tirava barba e capelli.
Chi giocava con i bottoni della giubba.
Chi gli toglieva il cappello per metterselo in testa.
Qualcuno - ci confessò - gli aveva mollato anche qualche calcetto.
Qualcuno poi era diventato troppo intraprendente e curioso e cominciava a chiedergli se non sentisse caldo tutto coperto in quel modo.
"Allora - gli chiesi - non eri in incognito oggi? "
"No, no. Manca poco a Natale ormai. E' facile camminare tra la gente senza che ti guardino come un marziano. Il problema era il caldo e poi si era fatto tardi. Altro tempo l'ho perso per seminare tutti quei bambini che non mi avevano ancora dato la loro letterina. Recuperata la slitta, ho detto un paio di paroline magiche alle mie renne.
Oh ... oh ... oh ... via, via come la luce!
Mmh ... già ... troppo veloci sono state. Io non mi ero ancora allacciato la cintura di sicurezza che loro volavano verso est e io ... verso ovest.
L'atterraggio o meglio l'ammaraggio non è stato dei più piacevoli. Sono piombato in acqua proprio vicino ad un peschereccio in cui stavano pulendo la cisterna ..."

Ora, ad avventura finita, pulito e sazio, anche a Babbo Natale scappò da ridere pensando all'ultima scena che aveva visto prima di precipitare in un pozzo senza fine di acque scure, scure.
La faccia dei marinai al lavoro sul peschereccio!
Chissà se si erano riavuti dalla sorpresa e se, soprattutto, avevano riconosciuto quel bolide rosso che aveva schizzato acqua da tutte le parti ...
"Ah, ah, ah ... fin dentro ... he, he, he ... l'isola ... hu, hu, hu ... sicuramente ... hi, hi, hi ..." - commentò Cap, che si stava rotolando per terra dal gran ridere.
Ridemmo tutti così tanto da non riuscire quasi a respirare ... meglio che sentire raccontare le barzellette più divertenti, ci potete scommettere!
Consumammo una scatola gigante di fazzoletti di carta per asciugarci gli occhi e e soffiarci il naso prima che qualcuno tra noi ponesse le fatidica domanda:
"Ma chi sono quegli esseri strani che ti sei portato dietro, Papà Natale?"
"Ah sì - singhiozzò, ancora tra una risata e l'altra, Babbo Natale - voi non avete idea di come sono riuscito a risalire in superficie!"
All'inizio ci raccontò che stava scendendo a piombo per la sorpresa. Poi però, resosi conto della situazione , aveva cominciato ad annaspare.
"Accidenti a questo mio enorme sederone - pensavo - che fatica fare il pesce!
A questo pensiero mi è venuto da ridere e più ridevo più ingoiavo acqua e più ingoiavo acqua e più annaspavo ... quando, improvvisamente, mi sono sentito spingere verso l'alto e più vedevo avvicinarsi il cielo azzurro più la velocità aumentava ...."

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Siete curiosi, bambini? volete sapere cosa è successo poi a Babbo Natale?
chi l'ha salvato e come?
Leggete la terza ed ultima parte!

Volete mangiare anche voi i piatti preferiti da Babbo Natale?
Gelatina di arance

Volete avere anche voi lo stesso pannello di Fairy Elle sulla porta della vostra cameretta? Volete fare anche voi la sua stessa magia? Seguiteci ...
Pannello con pinguini

Le storie degli altri mesi: febbraio, marzo,

 
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