fairy elle : la fata bambina
 

La pergamena del mese

“Gennaio: una straordinaria famiglia di pinguini”
Prima parte
La famiglia K

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Vi siete persi il prologo?

Ssssst! Fairy Elle comincia a leggere ...

Come ospiti di Babbo Natale io e Cap abbiamo vissuto straordinarie avventure e tanto abbiamo da raccontare.
Parola di Molla.
Questa pergamena narra di quando abbiamo conosciuto una simpatica famiglia di pinguini.
Sì, avete capito bene. Proprio pinguini in Lapponia.
Solo Babbo Natale è capace di tanto. Tutto è iniziato una fredda sera di dicembre. Mancavano solo 7 giorni alla vigilia di Natale.
La casa di Babbo Natale era invasa dai giocattoli. Si faceva fatica persino a camminare anche se tutto era molto ma molto ordinato.
Ehm ... modestamente, sono io ad occuparmi di questo. Allungandomi sulle gambe non ho bisogno di scale per impilare le scatole delle costruzioni, dei trenini, dei modellini. O per mettere, ben allineate, tutte le bambole e i pupazzi sulle mensole più alte.
Ogni pila e ogni mensola ha la sua targhetta. E ad ogni targhetta corrisponde un elenco preciso di indirizzi di una città sulla Terra.
Il segretario di Babbo Natale registra sul suo computer tutto. Non ci si può sbagliare.
Sicuramente qualcuno di voi avrà spalancato gli occhi.
Computer? certo, che credete ... anche Babbo Natale si è dovuto adeguare ai tempi.
I bambini nel mondo sono tantissimissimi!
E sicuramente qualcuno di voi si starà chiedendo chi è il segretario di Babbo Natale. Di questo parleremo un'altra volta. Tranquilli.

Ma torniamo a quella sera.
Era molto tardi. Babbo Natale non era ancora tornato dai suoi giretti quotidiani ed incominciavamo a preoccuparci e molto.
Quella sera c'era in programma la sua zuppa preferita: riso, latte e zucca e un dolce a cui non avrebbe mai rinunciato. La crostata con le arance al cioccolato.
La zuppa si era raffreddata completamente nel piatto e se non avessi nascosto l'ultima fetta di torta Cap e gli altri gnomi si sarebbero mangiati anche quella.
Io ero alla finestra e mi allungavo spesso per osservare meglio il cielo.
Ma della slitta di Babbo Natale neanche l'ombra!
Avevo già lo stomaco contratto dalla paura quando sentii di lontano l'inconfondibile tintinnio dei suoi campanelli. Finalmente!
In un attimo eravamo tutti sull'uscio.
" Babbo Natale, dove sei stato? che ti è successo? ... "
Le domande ci morirono in gola quando lo guardammo meglio.
Era tutto arruffato, come se non si fosse spazzolato barba e capelli quella mattina prima di andare via.
Il bordo di lana del suo mantello e del suo giubbotto non era morbido come al solito ma umidiccio, appiccicaticcio. E poi ... mandava un odore nauseabondo di pesce ... petrolio ... indefinibile ... Bleeeee! Un puzzo vero e prorio.
Ci avvicinammo tutti per annusarlo meglio e capire l'origine di quell'odoraccio e così scoprimmo che non era solo!

Nella parte posteriore della slitta sedevano ... mmh ... lì per lì non sapevamo bene cosa fossero ... uomini no di sicuro .... animali? ... boh .... diciamo esseri viventi, però strani, molto strani. Per non sbagliare.
Una cosa era certa. Non li avevamo mai visti in vita nostra.
Si stavano succhiando con aria deliziata alcune lische di pesce nauseabonde.
I nostri sguardi si incrociarono e loro si dimostrarono subito molto più educati di noi.
"Ciao a tutti - disse il più grosso, scendendo prontamente dalla slitta e gettando dietro di sè la lisca che aveva in mano.
Beh ... educati ... insomma, visto il lancio libero ... lascio a voi decidere.
Più socievoli, però, sicuramente.
"Il mio nome è Kevin. Lei si chiama Katerina - e si voltò verso una sua simile, piccoletta e rotondetta, che chinò leggermente la testa interrompendo solo per un attimo la pulizia di una lisca quasi più grossa di lei.
"Lui è Kyle - disse guardando verso la slitta.
Una pinna ... pinna? ... emerse dalla slitta e ci salutò. Il proprietario era troppo intento a cercare la lisca di cui Kevin si era liberato perché potessimo dargli almeno una sbirciatina.
Vicino a lui ad un certo punto, in mezzo a tutte le cianfrusaglie che Babbo Natale aveva l'abitudine di portare sempre con sè e che riuscivamo a far sparire solo alla vigilia di Natale, Cap notò una copertina che si muoveva. Ne afferrò un angolo e così scoprì un altro Kevin in miniatura.
"Ah sì, e poi c'è Katrina, la nostra piccolina! - proseguì Kevin - Siamo la famiglia K. Babbo Natale ci ha invitato qui per una piccola vacanza."
Kevin si guardò intorno con uno sguardo di aspettativa.
La risposta fu un silenzio più gelido della temperatura polare.
La cosa non ci aveva entusiasmato. Già ci si muoveva a fatica in casa e dovevamo ancora catalogare tantissimi giocattoli in arrivo dalla cantina-laboratorio. Come avremmo fatto?

Intanto Babbo Natale era sceso dalla slitta.
I suoi stivaloni facevano uno strano rumore mentre avanzava verso casa.
Sgnik, sgnek ... sgnek, sgnak ... sgnik, sgnek ....
Avrebbe dovuto spiegarci un sacco di cose - sicuro - ma intanto era urgente un bel bagno caldo!
Non sentimmo nemmeno le sue proteste. Brontolava che aveva fame ma la puzza che lasciava dietro di sè era atroce - Puah!
Acqua calda e sapone lo aspettavano. Altro che!

Nel frattempo scoprimmo che quegli esseri strani non si erano formalizzati più di tanto per la nostra accoglienza freddina, freddina e si stavano costruendo una specie di tana sotto la neve.
Meglio così. Un problema in meno.
Ci volle quasi un'ora per far tornare presentabile il nostro caro Papà Natale e davanti alla scodella con la zuppa fumante ci raccontò finalmente cosa gli era successo.

"Su, su ... tardi. E' ora di andare a nanna! - la voce secca di Grolla interrompe la lettura di Fairy Elle - Continui domani."
Gli occhioni di Fairy Elle esprimono contrarietà ma sono anche a mezz'asta.
In effetti un po' di sonno ce l'ha.
Guarda per l'ultima volta intensamente i disegni di Cap. Sono proprio strani quei pinguini ma sembrano simpatici.
"Sono i pinguini quelli, vero? - il suo sgaurdo interrogativo si alza su Cap che risponde affermativamente.
Uno sta mangiando il gelato. Anche lei è golosa di gelati ... e poi è affascinata da tutti quei fiocchetti bianchi sullo sfondo.
Guarda interrogativamente Cap.
"Quella, Fairy Elle, si chiama neve. Magari riuscirai a vederla anche tu presto. Il periodo è quello giusto."
Mentre Grolla va a preparare il suo lettino la fata bambina segue col ditino il contorno di ogni disegno e ... ecco! ... la magia si ripete. Quattro fiocchi di neve giganti si materializzano nelle sue mani. Al centro le immagini dei pinguini e di qualcun altro che lei ancora non conosce.
Sono tutti intorno a lei.
Stupore, affetto e commozione. Nessuno sa qual è l'emozione più intensa. Succede sempre così davanti ala magia di Fairy Elle.
Come al solito è Grolla che riprende per prima il contatto con la realtà.
"A nanna, bambina mia. Domani li appendiamo fuori dalla porta."
Fairy Elle, stanca e assonnata, si abbandona subito al Re della notte. Come ogni sera le ha intrecciato una culla di sogni, popolata questa volta di pinguini, fiocchi di neve e un grande signore con la barba bianca, tutto vestito di rosso.

Siete curiosi? volete sapere cosa è successo a Babbo natale?
come ha conosciuto la famiglia K e perché se l'è portata a casa, in Lapponia?
L'appuntamento per la seconda parte è per Domenica 29 gennaio!

Volete mangiare anche voi i piatti preferiti da Babbo Natale?
Riso, latte e zucca
Crostata con le arance e il cioccolato

Volete avere anche voi lo stesso pannello di Fairy Elle sulla porta della vostra cameretta? Volete fare anche voi la sua stessa magia? Seguiteci ...
Pannello con pinguini

Le storie degli altri mesi: febbraio, marzo, ....

 
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