fairy elle : la fata bambina
 

Le storie di Halloween di Fairy Elle

“A cena a casa di Berta La Strega”

E' il 31 ottobre. Fairy Elle eccitatissima. Ha in mano una pergamena tutta nera, scritta con inchiostro rosso, che le ha portato Live, la gnometta maestra di vita e di buone maniere.
Ha già suonato la tromba e aspetta con impazienza che arrivino tutti gli abitanti di Bosco, suoi amici ...
Ecco siamo pronti. Si comincia!

Questa un'avventura vera, capitata a me e a Molla. Dovete crederci, parola di gnometti!
Ieri pomeriggio eravamo in cerca di funghi e mirtilli ma i nostri cestini erano quasi vuoti e così Molla mi ha proposto di spingerci un po' più in là del solito.
"Ma Molla, siamo soli. E se ci capita qualcosa? "
"Cosa vuoi che ci capiti ... conosciamo tutti gli abitanti di Bosco. Sono tutti amici. Poi stai tranquilla. Andiamo solo fino a Strada Rossa. La conosco come le mie tasche. Ci sono stato tante volte e ho sempre trovato tanti funghi. La vuoi la polenta stasera? Si o no?"
Da buona ghiottona quale sono, mi sono arresa subito e l'ho seguito senza più brontolare.
La giornata era così bella!
Bosco, verso Strada Rossa, è bellissimo. I pini cedono il posto a grandi alberi che in questa stagione si colorano tutti di giallo e rosso.
Camminavamo su un tappeto coloratissimo di foglie autunnali. Ogni tanto trovavamo anche dei noci e il mio cestino si stava riempiendo. Le noci non sono certo i mirtilli ma sono buonissime. E poi Grolla ci fa dei dolcetti deliziosi e delle saporitissime insalate unendole al radicchio. Ma mancavano ancora i funghi.
Ad un certo punto Molla si è allungato sulle gambe per guardare meglio all'orizzonte e mi ha tirato la manica.
"Live, eccoli! Giù, in fondo a Strada Rossa. Sono bellissimi. Dai. Vedrai che mangiatina stasera. Lascia qui il tuo cestino con le noci. Inutile portarsi tanti pesi appresso. Andiamo a raccoglierli."
Tutti e due eravamo ben lontani anche dal solo immaginare quello che avremmo visto di lì a poco.
A passo veloce abbiamo raggiunto una piccola radura dove il mio amico aveva visto tanti bei funghetti. Mentre camminavamo però avvertivo una strana sensazione. Come se il sole fosse calato all'orizzonte. Faceva più freddo in quel punto di Bosco. Ombre scure si allungavano per terra. Guardavo il cielo ma il sole brillava ancora alto. Che cosa mai stava succedendo?
Un po' intimorita guardavo Molla che sembrava tranquillo. Anzi, fischiettava un motivetto allegro.
Quante storie bella mia. Sono tutte fantasie, mi dissi ad un certo punto.
Ma mentre mi avvicinavo al gruppo di funghi mi avvolgevo sempre di più nel mio sciallone ...
Molla aveva visto bene. Ce n'erano tanti di funghi, tutti belli sodi. Sembravano chiamarti ...
"Raccoglimi, raccoglimi ... vedrai come sono buono ... "
Molla ha riempito subito il suo cestino.
"Vieni Live, qui di dietro ce ne sono ancora. Mi presti il tuo grembiule? Poi lo porto io in spalla. Non ti preoccupare."
Molla era chino quasi fino a terra - ehm, si era anche dimenticato di far tornare normali le sue gambe a molla - troppo intento nel suo lavoro per vedere che cosa aveva davanti.
Un fungo enorme.
Ma era un fungo? Io lo guardavo allibita. Non riuscivo a spiaccicare una parola.
Un fungo con la porta? e le finestre? i balconi?
E poi c'era qualche cosa di strano nell'aria, tanto strano che mi sentivo la pelle d'oca.
Bosco su quel lato era davvero lugubre. Mi sentivo soffocare e poi improvvisamente sentii un lamento. Fievole. Appena percettibile. Una fonte di dolore.
Rabbrividii. Cominciai a tirare la manica di Molla.
"Solo un momento Live. Che cosa c'è? Ma guarda quanto è bello quel funghetto. Raccolgo ancora questo e poi basta ... ma quanto è duro! Ma non è un fungo! Che ci sta a fare un fungo di pietra tra i funghi veri? "
Molla si girò a guardarmi e capì subito che qualcosa non andava.
Si rigirò. Si raddrizzò e fissò attentamente lo strano fungo gigantesco, circondato da tanti funghetti di pietra..
Si avvicinò lentamente, senza fare rumore. Era all'altezza di una finestra e ... guardò dentro.
Si stropicciò gli occhi e guardò di nuovo dentro.
Si girò con un'espressione confusa.
"C'è una tavola apparecchiata, lì dentro. Non capisco. Ma chi può abitare dentro un fungo? Vuoi vedere anche tu?"
Io ero così spaventata che il primo istinto fu quello di girarmi e correre ... - avessi potuto farlo! Ero inchiodata a terra. Incapace di muovermi. Quel lamento stava aumentando e riempiva tutti gli spazi vuoti intorno a me. Possibile che Molla non lo sentisse?
Ma Molla sembrava sordo. Non aveva paura. Era solo curioso. Avvicinò una pietra al fungo. Mi sollevò e mi mise all'altezza giusta per vedere dentro alla finestra.
Gente, cosa non videro i miei occhi ...
All'inizio dovettero abituarsi all'oscurità.
Poi cominciai a notare un grosso tavolo illuminato da una fiammella in una lanterna. Vicino alla lanterna un grosso corvo gracidava e girava intorno ad un piatto con degli spaghetti. Ma erano ben strani quegli spaghetti. All'inizio mi sembrarono conditi con il pomodoro. Ma quegli spaghetti si muovevano e non c'era solo il pomodoro sopra. Improvvisamente un fantasma prese vita dalla pasta. Guardò verso il basso e poi incominciò ad intonare una nenia strana.

Oh, carne mia foste,
parte delle mie ossa,
alla strega cibo deste
perché di fame morir non possa.
Or con poche parole meste
ed una lacrima rossa,
saluto voi poste
in questa orribil fossa.

Il corvo intanto sembrava attratto da uno strano pentolino, buttato in un angolo. Facendosi strada tra ragnatele, ragni, pipistrelli e fantasmi si avvicinò. Guardai meglio. Sembrava il calderone di una strega. E dentro ... dentro mi sembrava di vedere degli occhi trafitti ... per tutti gli gnomi di Bosco .... parevano ... sembravano ... ma certo ... degli occhi trapassati da spilloni!
Chi poteva aver preparato quei piatti? solo una strega poteva essere capace di tanto e quindi ... perbacco ... stavamo sbirciando dentro la casa di una strega ... la sua cucina ... Mi misi a tremare come una foglia per la paura ... persi l'equilibrio ma Molla, inconsapevole di tutto , mi afferrò e mi rimise sulla pietra.
Non so come trovai il coraggio di dare un'altra sbirciatina.
Ero spaventata ma anche curiosa.
Respirai a fondo e continuai a guardare.
Cosa c'era ancora sul tavolo?
Che strana tovaglia usa la strega di questa casa, me lo ricordo perfettamente. Pensai proprio così.
Poi guardai meglio. Sembrava macchiata di rosso.
Avrà schizzato il pomodoro. Girando la pasta ... cose che capitano ai pasticcioni, mi venne in mente.
No, no! mi suggerì una vocina.
Ahi. Quello non è pomodoro, è diverso, sembra sangue. Sangue?
La verità era lì ma mi ostinavo a non vederla. La tovaglietta era di pelle. Strappata direttamente dalla strega alle sue vittime. Ma quali vittime?
Meglio non indagare, dissi tra me e me.
Ma questo era troppo. Feci cenno a Molla che volevo scendere.
Appena in tempo.
Un movimento di aria mi avvertì che la strega stava tornando. Riuscii solo a leggere il suo nome sulla targhetta sulla porta.
Berta La Strega.
Mi distesi tra l'erba alta, trascinando con me Molla che ancora non capiva. Ma avrebbe capito molto presto. Ve lo assicuro.
Strappai dalle sue mani il grembiule e usai i funghi per mimetizzarci.
Berta scese dalla sua scopa. Avvertiva sicuramente un odore strano intorno. Sentimmo distintamente che aspirava l'aria, profondamente, ma alla fine vinse la sua fame.
La sentimmo dire, mentre spostava la sedia:
" Finalmente. Senza il vino diavolicchio non si può mangiare!"
E poi fu solo una serie di scrunch, scranch ... Orribile!
Aspettammo con pazienza che finisse il suo pasto e quando la sentimmo russare di gusto io e Molla ci alzammo piano, piano ... senza fare il minimo rumore. Ssssst!
Io alzai le gonne e via come il vento ... ma quando senza fiato mi girai ... Molla non c'era. Ma dove era andato a finire? Aspettai un po' con il cuore in gola ... Ad un tratto si materializzò vicino a me ... quel tontolento non aveva raccolto di nuovo tutti i funghi?
Strizzandomi l'occhio mi prese sotto braccio e insieme ce ne tornammo a casa.

Nessuno di noi ha avuto il coraggio di raccontare agli altri quello che ci era capitato.
Grolla cucinò un piatto strepitoso quella sera e noi finalmente tranquilli ci siamo goduti quella straordinaria cenetta.
A futura memoria di chi ci vorrà leggere
Molla e Live

Fairy Elle arrotola la pergamena. Non è molto contenta di quello che ha letto ... streghe .... vittime ... pelle ... occhi trafitti ... mille domande premono sulla sua bocca ma quando si guarda intorno il sereno torna nei suoi occhi.
Una lunga tavola è comparsa (magia? la sua straordinaria, grandissima magia) come dal nulla davanti a Casa-Pino.
Una riproduzione precisa di quanto ha appena letto. E c'è posto per tutti.
Solo che al posto di pelle e vittime c'è del cibo buonissimo e del tutto innocuo.
La festa può iniziare.
Anche Fairy Elle e tutti gli abitanti di Bosco questa sera festeggiano Halloween.

E voi che cosa aspettate a fare la vostra personale, piccola magia?
A cena da Berta La Strega

E ricordate. Nei piatti di Berta La Strega trovate:
La zuppa di occhi trafitti
Gli spaghetti di Berta La Strega


Volete assaggiare anche voi, cari bambini, quello che mangiano a Casa-Pino?
Polenta e funghi
Insalata con mele e noci
Panpepato

 
fairy elle